Il territorio
Il Santuario, la montagna e il contesto spirituale in cui nasce l’identità verginiana.
ICONOGRAFIA E IDENTITÀ
ATTRAVERSO LE FONTI D’ARCHIVIO E MONUMENTALI
Gli stemmi degli Abati non sono semplici ornamenti. Sono strumenti di riconoscimento, autenticazione e rappresentazione del potere spirituale e istituzionale.
Nel medesimo scudo convivono l’identità personale dell’Abate e quella permanente dell’Abbazia. L’uomo attraversa il tempo. Montevergine rimane.
Scorri: la luce radente rivela la materia del documento, il sigillo emerge dalla carta e l’identità dell’Abate torna leggibile.
Dalla Montagna Sacra alla materia archivistica, dalla lettura dei simboli alla stanza immersiva: ogni tappa costruisce un livello del racconto.
Il Santuario, la montagna e il contesto spirituale in cui nasce l’identità verginiana.
Carte, impronte e documenti archivistici mostrano l’autenticità delle fonti.
Ogni scudo collega una figura storica alla continuità istituzionale dell’Abbazia.
Un apparato didattico rende leggibili ornamenti, partizioni e simboli.
Una cronologia interattiva sviluppa la successione dei governi nel tempo.
Immagine, audio, luce e profumo convergono nell’esperienza finale.






Un linguaggio costruito nei secoli: ogni elemento occupa una posizione, dichiara una dignità o collega l’Abate alla propria istituzione.

Elemento esterno dello stemma che concorre a identificare la dignità abbaziale del titolare.
Disposizione appartenente alla grammatica dell’araldica ecclesiastica e alla rappresentazione del rango.
Lo spazio nel quale possono convivere l’arma personale dell’Abate e i segni dell’identità istituzionale.
L’iscrizione può riportare nome, titolo o formula istituzionale e contribuisce all’autenticazione del documento.
Le lettere M e V identificano Montevergine e dichiarano nello scudo l’appartenenza dell’Abate alla Congregazione verginiana.
La successione cronologica degli Abati secondo l’elenco condiviso, comprese le rielezioni. L’albero si sviluppa in orizzontale: scorri lungo i rami e attraversa la storia di Montevergine.
Di Forino.
Vedi il sigillo 023 →Di Pietradefusi.
Vedi il sigillo 003 →Di Preturo di Montoro.
Vedi il sigillo 007 →Di Napoli.
Vedi il sigillo 001 →Di Avellino.
Vedi il sigillo 005 →Di Terranova di S. Marino Sannita.
Vedi il sigillo 006 →Rieletto.
Vedi il sigillo 007 →Di Sorrento.
Vedi il sigillo 004 →Di Aiello del Sabato.
Vedi il sigillo 016 →Di Cervinara.
Vedi il sigillo 008 →Di Casandrino.
Vedi il sigillo 018 →Rieletto.
Vedi il sigillo 016 →Rieletto.
Vedi il sigillo 008 →Di Pellezzano.
Vedi il sigillo 011 →Rieletto.
Vedi il sigillo 018 →Di Atripalda.
Vedi il sigillo 019 →Rieletto.
Vedi il sigillo 008 →Di Benevento.
Vedi il sigillo 002 →Di Napoli.
Vedi il sigillo 020 →Rieletto.
Vedi il sigillo 019 →Di Misciano di Montoro.
Vedi il sigillo 022 →Rieletto.
Vedi il sigillo 020 →Di Forino.
Vedi il sigillo 015 →Di Altavilla Irpina.
Vedi il sigillo 010 →Rieletto.
Vedi il sigillo 022 →Rieletto.
Vedi il sigillo 020 →Rieletto.
Vedi il sigillo 015 →Di Giffoni.
Vedi il sigillo 013 →Di Mugnano di Napoli.
Vedi il sigillo 021 →Di Palma Campania.
Vedi il sigillo 012 →Di Pozzuoli.
Vedi il sigillo 009 →Di Itri.
Vedi il sigillo 017 →Di Sarno.
Vedi il sigillo 014 →La tecnologia non sostituisce il documento: ne estende la capacità di parlare al visitatore contemporaneo.

Stemmi, manoscritti e immagini del luogo entrano in una sequenza narrativa immersiva.
Voce narrante, materia sonora e spazio acustico accompagnano il visitatore.
La luce guida l’attenzione; le suggestioni olfattive evocano ambiente e memoria.
Contenuti, visori e componenti sensoriali vengono governati come un unico racconto.
Un laboratorio per trasformare i più giovani da spettatori a protagonisti, attraverso simboli legati alle radici, alle passioni e al territorio.
La mostra inaugura il 26 e 27 settembre 2026 presso la Biblioteca Statale di Montevergine e rimane visitabile anche nei mesi successivi.
Le interpretazioni non ancora confermate sono indicate come oggetto di verifica.